Scilla e Cariddi
Insieme trasformano la navigazione in una scelta impossibile: una divora i marinai dalla rupe, l'altra minaccia di inghiottire il mare.
Scilla e Cariddi nell'Odissea
Scilla e Cariddi sorvegliano i due lati di uno stretto. Scilla è un mostro con sei teste su lunghi colli, ognuna con tre file di denti, nascosto in una grotta in alto su una rupe. Cariddi, sotto lo scoglio opposto e un fico selvatico, inghiotte il mare tre volte al giorno e poi lo rigetta.
Circe avverte Odisseo che Scilla non si può combattere e che deve passarle vicino: meglio perdere sei uomini che l'intera nave. Lui segue il consiglio e Scilla afferra sei compagni. Più tardi, dopo il naufragio al largo di Trinacria, Odisseo viene trascinato da solo verso Cariddi e si salva aggrappandosi al fico.
Momenti chiave
- Libro 12
Circe descrive lo stretto e consiglia a Odisseo di tenersi dalla parte di Scilla.
- Libro 12
Mentre l'equipaggio osserva Cariddi, Scilla afferra all'improvviso sei uomini.
- Libro 12
Solo sui rottami, Odisseo sfugge a Cariddi appeso al fico finché l'albero della nave riemerge.
Rapporto con Odisseo
Costringono Odisseo a scegliere la catastrofe minore, dimostrando che nell'Odissea guidare significa spesso sopravvivere a cio che non puo essere davvero sconfitto.
Dove entra nel viaggio
Il loro incontro appartiene al passaggio stretto in cui ogni rotta e' pericolosa e ogni decisione ha un prezzo.
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